Museo Alpino Svizzero

Serie di eventi

«AttivismoAlpinismo» è una serie unica in Svizzera organizzata dall'ALPS che mette in dialogo gli sport di montagna e l'impegno sociale. Diverse sere all'anno ospita personalità internazionali che hanno trovato diverse forme di espressione per la loro passione sportiva e il loro impegno in cause e progetti sociali. Vogliono smuovere le cose, difendono i diritti umani, la diversità e l'ambiente, si impegnano a favore della comunità queer o sono presenti nelle zone di guerra. Ogni serata è diversa, sorprendente, sempre aperta, divertente e con ampio spazio per riflettere insieme.

 

Sostenitori Fondazione
Kanton Bern, Bundesamt für Kultur, Burgergemeinde Bern, Stadt Bern, Schweizer Alpen-Club (SAC)

Partner di progetti
Patagonia


Soline Kentzel

Soline Kentzel è un'arrampicatrice francese che si impegna per una maggiore visibilità delle donne nell'arrampicata, nonché per temi ecologici e sociali. Con azioni e interventi pubblici attira l'attenzione su questioni che vanno oltre lo sport, tra cui la situazione in Palestina. Per lei, arrampicare significa anche assumersi una responsabilità sociale.

Seb Berthe

Seb Berthe è un arrampicatore e alpinista belga, tra gli atleti più versatili della sua generazione. Oltre a impegnativi progetti di big wall e di alpinismo, usa la sua visibilità per affrontare temi sociali ed ecologici e per prendere posizione contro la discriminazione e l'oppressione. Ha dedicato la sua salita di El Capitan del 2025 alla resistenza antifascista, richiamando l'attenzione anche sui diritti delle donne e delle minoranze di genere.

Calum Macintyre

Calum Macintyre è uno snowboarder, alpinista e attivista per il clima scozzese, che vive in Norvegia da circa dieci anni. Cofondatore di «Folk mot fossilmakta», si batte contro l'influenza dell'industria fossile e per una maggiore mobilitazione della comunità outdoor sulle questioni climatiche. Con campagne come «Ski Fossil Free», chiede tra l'altro la fine delle sponsorizzazioni fossili negli sport invernali.

Zoé Lemaitre

Zoé Lemaitre è produttrice di formazione nel campo delle arti performative, ma anche avventuriera, regista e femminista. Tra il mondo della cultura e l'alta montagna, si muove con la macchina da presa e la penna, posando uno sguardo sensibile sui paesaggi e su chi li abita. Nel 2023 ha ricevuto una borsa di studio Expé per attraversare le Alpi a piedi in solitaria. Durante il viaggio ha incontrato donne che esercitano diverse professioni di montagna e ha realizzato il suo primo film documentario, «Via Alpina, sur les pas des pionnières».

Nasim Eshqi

Nasim Eshqi è cresciuta a Teheran, dove ha inizialmente ottenuto successi come kickboxer prima di scoprire la sua passione per l’arrampicata. Ben presto ha iniziato a tracciare nuove vie in Iran e a considerare le montagne come uno spazio di libertà. Il suo percorso l’ha condotta dai campionati nazionali a progetti di arrampicata in tutto il mondo – e, al contempo, a un impegno costante a favore dei diritti delle donne. Oggi vive in Europa, racconta la sua storia sui palchi e nei libri e, con la sua energia incrollabile, ispira persone ben oltre la scena dell'arrampicata.

Potete riascoltare l'evento del 27.11.2025 qui come podcast: 
Nasim Eshqi: Against Femicide (in inglese)

Beat Baggenstos

Beat Baggenstos ha lasciato alle spalle la sua carriera nel settore finanziario per avvicinare all’arrampicata le persone colpite dalla guerra, dall’esilio o dalla povertà. Con ClimbAID ha fondato un’organizzazione che utilizza l’arrampicata come strumento per promuovere la salute mentale e l’inclusione sociale. In questo modo nascono spazi sicuri in cui persone delle origini più disparate si incontrano alla pari, al di là dei pregiudizi e dell’emarginazione. Luoghi in cui crescono la fiducia e la voglia di vivere. Per lui l’arrampicata è un linguaggio che tutti comprendono, un linguaggio in cui si creano vicinanza e forse anche un po’ di pace.

Potete riascoltare l’evento del 18 febbraio 2026 qui in formato podcast:
ClimbAID: L’arrampicata come rifugio (in tedesco)

Zof Reych

Zof Reych è originaria della Polonia e ha trovato casa a Fontainebleau, nel cuore di una delle zone di bouldering più famose al mondo. Con la fondazione del Women’s Bouldering Festival, Zof crea uno spazio per incontri inclusivi e offre visibilità ed empowerment alle arrampicatrici e agli arrampicatori neurodivergenti e queer. Zof affronta inoltre il tema delle tensioni ecologiche e del sovraffollamento delle zone di arrampicata più frequentate e si impegna a favore di un'arrampicata sostenibile. Oltre alla propria attività di arrampicata, Zof si occupa delle storie che hanno plasmato questo sport e ha scritto il libro Born to Climb.

Potete riascoltare l'evento del 23.04.2026 qui in formato podcast: 
Zof Reych: Queer, inclusivo (in inglese)